Ogni goccia conta : la rinascita sostenibile di Principi di Butera, guidata da Paolo Tealdi
Ci troviamo a Butera, nella Sicilia meridionale, all’interno della DOC Riesi, in provincia di Caltanissetta. È qui che il Nero d’Avola esprime una delle sue interpretazioni più rappresentative, in un contesto pedoclimatico estremo ma altamente vocato, da sempre legato ai grandi vitigni autoctoni dell’isola.
Il clima è caldo e secco, mitigato dalle brezze marine che risalgono dalla costa, mentre la luce intensa accompagna l’intero ciclo vegetativo della vite. Condizioni che favoriscono una maturazione regolare delle uve e incidono in modo determinante sul profilo aromatico e strutturale dei vini, conferendo al Nero d’Avola profondità, eleganza e una forte identità territoriale.
È in questo contesto che si inserisce il progetto di Principi di Butera, storica tenuta del gruppo Zonin1828, oggi al centro di un importante percorso di rilancio fondato su qualità, sostenibilità e precisione agronomica.

Il territorio e la sfida del rilancio
A guidare questa fase di trasformazione è Paolo Tealdi, enologo piemontese con una lunga esperienza maturata tra Langhe e Monferrato, nominato direttore della tenuta nel 2023.
«Siamo in collina, su rilievi di origine calcarea tra i 250 e i 350 metri sul livello del mare, a circa 10 chilometri dalla costa», spiega Tealdi. «Una posizione che garantisce ventilazione costante, forte luminosità e una buona escursione termica tra giorno e notte, elementi fondamentali per una maturazione equilibrata.»
Il confronto con la viticoltura del nord Italia è inevitabile. «Il clima siciliano, caratterizzato da inverni miti, determina un anticipo fenologico di circa un mese rispetto al Piemonte. Quest’anno, ad esempio, nonostante una potatura tardiva, a marzo le viti erano già molto sviluppate.»
Un anticipo che viene in parte compensato durante l’estate. «Le elevate temperature e la lunga stagione secca rallentano la crescita vegetativa. La vendemmia si estende quindi da inizio agosto per le basi spumante, dove è fondamentale preservare l’acidità, fino ai primi di ottobre per i rossi fermi.»
Un quadro climatico complesso, reso ancora più instabile dagli effetti del cambiamento climatico, che impone scelte agronomiche puntuali. «Quando sono arrivato, nel 2023, i vigneti erano in condizioni critiche e hanno richiesto un importante lavoro di recupero. Ma il potenziale era evidente. La sfida è stata rimettere in sesto la tenuta e permettere al territorio di esprimersi attraverso vini autentici e riconoscibili.»

Una squadra e una visione condivisa
Accanto a Tealdi lavora fin dall’inizio Gianluca Peirano, direttore agronomico, con cui l’enologo ha condiviso numerose vendemmie in Piemonte. Una collaborazione basata su fiducia, esperienza comune e rapidità decisionale.
«Con Gianluca c’è un’intesa totale. Ci capiamo al volo e questo è fondamentale quando si lavora in un contesto climatico così impegnativo, dove spesso bisogna intervenire in tempi molto stretti.»
Insieme hanno ripensato l’intera gestione aziendale: 125 ettari di vigneto, in parte reimpiantati con varietà autoctone come Nero d’Avola, Grillo e Inzolia; sistemi irrigui completamente rinnovati e predisposti per la fertirrigazione; una cantina riorganizzata; pratiche agronomiche progressivamente orientate alla sostenibilità.
La sostenibilità in azione
Per Tealdi, la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una serie di scelte operative coerenti.
«Abbiamo introdotto sistemi di fitodepurazione, recuperiamo l’acqua piovana, pratichiamo il sovescio e compostiamo i sottoprodotti della vinificazione. Coltiviamo anche grano, mandorle e olive destinati all’agriturismo. L’azienda funziona come un sistema agricolo integrato, che può reggere solo se c’è coerenza a tutti i livelli.»
In un ambiente come quello siciliano, dove la siccità può protrarsi per mesi e lo stress idrico può manifestarsi già a inizio estate, la gestione dell’acqua diventa una leva agronomica centrale. È in questo quadro che Principi di Butera ha scelto di affiancare alla competenza tecnica strumenti di supporto decisionale.

Irrigazione di precisione e supporto alle decisioni
Dal 2018 la tenuta utilizza il DSS Vintel®, oggi parte integrante della gestione irrigua.
«Non irrighiamo per aumentare la produzione», sottolinea Tealdi. «L’obiettivo è mantenere l’equilibrio fisiologico della pianta. Vintel® ci consente di sapere quando intervenire, evitando sia stress idrici sia sprechi.»
Il modulo irrigazione è il più utilizzato: consente di monitorare il fabbisogno idrico della vite nelle diverse fasi fenologiche, confrontare annate differenti e programmare gli interventi in modo mirato.
«Nel 2023 non ha piovuto da marzo a ottobre. Nel 2024, al contrario, abbiamo avuto precipitazioni continue fino a maggio. In un contesto del genere non ci si può più affidare solo all’esperienza: servono strumenti oggettivi che aiutino a decidere con lucidità.»
Gestire la complessità per durare

La linea stilistica è chiara: vini profondamente siciliani, capaci di esprimere la forza del suolo e del clima senza rinunciare a equilibrio, finezza e bevibilità. Ogni scelta agronomica, dalla potatura alla data di raccolta, è funzionale al profilo enologico desiderato.
«La tecnologia non sostituisce il tecnico», conclude Tealdi. «Lo aiuta a fare scelte più consapevoli, a rispettare la pianta e a interpretare al meglio ogni annata.»
Mentre i vini di Principi di Butera consolidano la loro presenza sui mercati internazionali, l’obiettivo resta invariato: coltivare con intelligenza, rispetto e visione.
“La vera sostenibilità è fare un vino buono oggi, senza compromettere le risorse per fare vino domani. E per riuscirci, ogni goccia conta.”
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